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23/05/2022 18:13
Esattamente un anno fa, alle 12.00 del 23 maggio 2021, il disastro della funivia del Mottarone si portò via in un istante la vita di 14 persone, tra le quali un’intera famiglia che al mattino era partita da Pavia per una gita fuori porta scelta da oltre centomila persone ogni anno. Era la famiglia del piccolo Eitan Biran, 5 anni, unico sopravvissuto alla tragedia. Il papà Amit, 30 anni, la mamma Tal, 25, il fratellino Tom di 2 anni, i bisnonni Itshak e Barbara di 81 e 71 anni, muoiono sul colpo dopo il volo spaventoso della cabina che si porta via altre 9 vite. Pochi metri prima dell’arrivo alla stazione, la fune che la reggeva si spezza e la vettura inizia a indietreggiare fino all’ultimo pilone, contro il quale viene proiettata in aria per ricadere poco sotto e rotolare per decine di metri. Oggi 12 persone risultano indagate per il disastro, 3 in particolare secondo la Procura di Verbania, i principali indiziati che avrebbero ammesso di aver volutamente disattivato l’impianto di sicurezza. Lunedì mattina, nel punto in cui si è fermata la cabina accartocciata, alla presenza del governatore del Piemonte Alberto Cirio, di tutte le autorità e dei parenti delle vittime, è stata apposta una lapide alla memoria. Tra i presenti anche gli zii paterni di Eitan, che si stanno prendendo cura di lui dopo il suo rimpatrio in Italia. Mentre i nonni materni, che lo avevano rapito e portato in Israele salvo poi permettere il suo rientro in Italia in base alle decisioni dei tribunali, hanno affidato a un portavoce un messaggio di cordoglio sottolineando il fatto che la battaglia legale per l’affidamento del piccolo non è conclusa: "continueremo a lottare affinché Eitan cresca in Israele - hanno detto i nonni materni - la sua casa naturale, la casa della sua famiglia e il luogo di sepoltura dei suoi genitori e del fratellino”.