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20/05/2022 16:54
Per l’agricoltura lombarda, e non solo ovviamente, la crisi idrica è senza precedenti e servono misure immediate per mettere al riparo le produzioni agroalimentari e le aziende stesse. Dopo il grido d’allarme lanciato da Coldiretti nei giorni scorsi, scende in campo anche Confagricoltura che, in vista dell’incontro di mercoledì prossimo in regione, chiede che la Lombardia riconosca formalmente la siccità attuale come “causa di forza maggiore e di circostanze eccezionali”. Non si tratta tecnicamente di un vero e proprio stato di calamità, ma di una presa d’atto di una situazione che potrebbe portare le aziende a non rispettare gli impegni presi nell’ambito di alcune misure agro ambientali del Piano di sviluppo rurale, verso le quali l’associazione chiederà una deroga. Si tratta, per esempio, di poter cambiare il tipo di coltura in corsa o di attività da svolgere nei campi che favoriscono la biodiversità ma che non possono essere attuate per la mancanza di acqua: cambi di rotta non previsti e che, in condizioni normali, comporterebbero delle sanzioni. Ma si parla, anche, di ridurre la burocrazia per consentire una reazione più rapida all’emergenza.
Accanto alle deroghe al Psr c’è poi il tema, enorme, dell’utilizzo più razionale e attento dell’acqua oltre alla creazione di nuovi bacini di accumulo.