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23/05/2022 17:42
"Nell'immaginario comune un innocente in carcere è un qualcuno che soffre all'ennesima potenza. Per me non lo è, semplicemente perché la mia coscienza è leggera. Alla sera quando mi corico io non ho nulla da rimproverarmi". Sono parole di Alberto Stasi, che ha rilasciato un'intervista televisiva all'interno del carcere di Bollate, dove sta scontando la condanna definitiva a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi.

"Quando mi chiedono se ho ucciso io Chiara penso che non sanno di cosa stanno parlando" prosegue Stasi nel corso dell'intervista. "Perché ho deciso di parlare oggi? Per dare un senso a questa esperienza, perché certe cose non dovrebbero più accadere. Se una persona vive delle esperienze come quella che ho vissuto io questa deve essere resa pubblica, a disposizione di tutti, e visto che ho la possibilità di parlare lo faccio, così che le persone capiscano, possano riflettere e anche decidere, voglio dire, se il sistema che c'è va bene oppure se è opportuno cambiare qualche cosa".

Stasi ha ripercorso le tappe del processo che lo hanno visto assolto due volte e condannato in Cassazione, dove i giudici hanno confermato la sentenza di appello bis, e ha approfondito quelle che lui ritiene siano state storture, forzature ed errori che hanno portato alla sua condanna. Il 38enne ancora oggi si dichiara innocente. La pena stabilita per l'omicidio era di ventiquattro anni, ma con l'esclusione delle aggravanti e lo sconto di un terzo dato dal rito abbreviato era stata ridotta a sedici anni. Il fine pena per Stasi è fissato a dicembre del 2031.